In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù, dicendo:
«Chi è dunque il più grande nel regno dei cieli?»
Ed egli, chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
«In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino, sarà lui il più grande nel regno dei cieli.
E chiunque riceve un bambino come questo nel nome mio, riceve me.

I bambini giocano nel parco. C'è un uomo seduto su una panchina. La sua infanzia non è più tanto vicina. Il suo sguardo vaga nel debole sole di dicembre. Pensa fra se e se:

"Voi bambini vedete molto più di noi! Vedete subito se qualcosa non è giusto. Urlate, "Non è giusto!" fate di tutto per rendere il vostro mondo equo. Quanto possiamo noi adulti imparare da voi!

Sapete cosa vuol dire essere piccoli. Sapete quanto facilmente sei invisibile. Eppure potete giocare spensierati, ridere insieme e dimenticare tutti i confronti. Non siete quindi più felici di noi adulti nel nostro mondo di mondo di concorrenza, dove sul posto di lavoro si applica la legge della giungla, dove gli insicuri e gli indifesi sono vittime di bullismo? Penso che a volte vogliamo essere come voi.

Vi potete fidarei. Sapete, spero, che i vostri genitori vi amano e vi proteggano. Potete contare su di loro. Quanto vorremmo noi adulti poterlo dire! Quanto vorremmo sentirci così al sicuro! Vorremmo che qualcuno è lì per noi e ci ama incondizionatamente. Penso che a volte vogliamo essere come voi.

Credete in Dio. Gli parlate come ad un amico. Quando lo disegnate, Dio ha una faccia che vi sorride. O disegnate acquarelli con un grande cuore rosso e orecchie enormi e dite, 'Questo è Dio! Lui ci ama e ci ascolta sempre!" Bambini, a volte vogliamo essere come voi.

Voi bambini vedete molto più di noi. Quanto è buono che ci siate. Ci mostrate cosa vuol dire essere un bambino."
Gesù ci mostra che restiamo sempre figli e figlie di Dio.

l'originale in tedesco si trova qui