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Cosa ti aspetta al culto domenica 1 novembre?

 

Siamo all’inizio del 1500. I monaci attraversano l’Europa, loro, inviati dal Papa e dai vescovi, camminano da un paese all’altro, da una città all’altra, per vendere alle persone dei certificati di remissione per i loro peccati. Il ricavato viene utilizzato per costruire la Basilica di San Pietro a Roma.
E così, per vendere il maggior numero possibile, i monaci soffiano sulla paura dell’inferno, paura molto frequente a quei tempi, quella paura della punizione eterna all'inferno. La paura delle pene del purgatorio. Le persone, pagando, si possono liberare dalla paura e dai loro peccati. Certo: chi ha peccato molto deve pagare molto. E solo i ricchi possono farlo.
La capitalizzazione della salvezza. “quando cade il soldo nella cassetta/l'anima vola al cielo benedetta” è lo slogan pubblicitario per il business della salvezza. Ma chi non ha soldi continua ad essere morso dalla paura terrorizzata di affondare nelle camere di tormento dell'inferno.
Martin Lutero vive in questo clima di paura. Lui stesso ha paura.
Ha paura di suo padre severo, il padre che vuole che Lutero diventi avvocato. Per paura di suo padre, Lutero inizia a studiare legge.
Ha paura di tuoni e fulmini e perciò promette in mezzo ad un forte temporale di diventare monaco.
La paura di un Dio che ti punisce plasma il suo modo di pensare e di fare e di prendere delle decisioni importanti nella sua giovane vita.
Domenica prossima ricordiamo la storia del monaco ribelle Martin Lutero che il 1517 pubblica le sue 95 tesi alla porta della chiesa del castello di Wittenberg. Questa azione mette tutta l’Europa in fibrillazione. Altri teologi seguono l’esempio di Lutero: Filippo Melantone, Ulrico Zwingli, Giovanni Calvino. Non erano certo dei santi, ma erano delle persone con delle domande a cui la teologia tradizionale non dava delle risposte.
Così la festa della Riforma, siamo all’anno 503, ci invita alla testimonianza libera, senza paura e contro corrente, ricorda le tradizioni su cui si basa la confessione protestante, ma mette anche il dito nelle ferite della chiesa oggi, chiesa sempre da riformare.
Domenica prossima riflettiamo sulle fondamenta partendo dalla paura così caratteristica per Lutero ed il suo tempo. Lo facciamo con un brano preso dall’Evangelo di Matteo.
Ti aspetto al culto, domenica 1 novembre