La Calabria si trova in zona rossa. Il DCPM comunque conferma i protocolli con le comunità religiose stipulati in maggio. Le attività di culto continuano quindi. 

Chi non se lo sente di venire al culto o chi si trova in quarantena avrà comunque la possibilità di seguire un culto registrato. Ecco qui quindi, l'introduzione al culto di domenica, 8 novembre:

Qui in Calabria siamo di nuovo in lockdown, fortunatamente non a livello nazionale, ma con delle differenziazioni e per fortuna è anche un lockdown non rigido come quello di primavera. Fa comunque venire la delusione trovare la Calabria fra le regioni di zona rossa non per numeri di contagio ma per una saturazione del sistema sanitario che non è stato rinforzato in questi mesi in cui sono arrivati i soldi che non sono stati spesi.
Siamo impreparati come tutto fosse nuovo. Invece di nuovo non c’è niente. Anche la Bibbia sa di epidemie: la peste del bestiame e un epidemia di ulceri in Esodo 9, un’epidemia mortale e dolorosa descritta come serpenti di fuoco in Numeri 21, Salmo 91 parla della peste che vaga nelle tenebre. Lutero in alcuni suoi inni scrive di epidemie e di inflazione e durante un episodio di peste scrive una lettera con il titolo: Se è lecito fuggire da una pestilenza mortale.
Ci sono anche brani come Luca 21 dove pestilenze e carestie sono segni apocalittici. E proprio brani come questi si prestano a delle interpretazioni che poco hanno a che fare con il Dio d’amore predicato reso visibile da Gesù.
Infatti, recentemente ho fatto una rassegna di siti che mi hanno fatto rabbrividire. Non avevo idea quanti predicatori radiali predicassero della fine imminente dei tempi: le cause le trovano nel declino dei costumi, nel riscaldamento globale, nelle disgrazie o nei disastri naturali e anche nel virus. In tutto ciò che ci arriva di cattive notizie loro vedono i precursori di una catastrofe in cui Dio porterà i "veri" credenti nel suo regno e darà il resto incredulo dell'umanità alla distruzione. Talvolta consigliano ai governi – Brasile insegna – di accelerare la catastrofe per accelerare il giudizio universale e la venuta del Regno.
Ma che Regno, che idea di Dio che si basa sulla violenza. Non aveva Cristo rinunciato proprio alla tentazione della violenza quando il Diavolo gli disse: «Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori». In altre parole: se tu ti pieghi alla politica della violenza, dell’oppressione che è la legge del mondo? Non aveva Gesù parlato di pace quando un discepolo tirò fuori il coltello nella sera dell’arresto di Gesù?
Domenica prossima ci è dato un testo sobrio, un buon rimedio contro chi predica un dio violento e sadico, un testo che aspetta la venuta di Cristo non come catastrofe ma come benedizione, un testo contro la paura che perciò apre orizzonti e ci da orientamenti anche in questi tempi di covid.
Ti aspetto in chiesa domenica 8 novembre.